La ricerca deve anche proteggere le nostre imprese

A cura di Pierluigi Granata (2018)

In merito al dibattito inerente l’importanza di rilanciare gli istituti di ricerca economica nel Veneto, iniziando dalla prestigiosa Fondazione Nord Est, si procederà a una riflessione con la consequenziale proposta.

Giustamente tutti gli interventi apparsi auspicano l’istituzione di un think tank che produca conoscenza tesa a valorizzare la società piccola e media, attraverso la produzione di “dossier su temi d’interesse strategico”.

A tale finalità, a modesto parere, si dovrebbe aggiungere un altro obiettivo di ricerca, di cui a livello locale non si fa mai menzione pubblicamente e in maniera esplicita, ossia quello della difesa delle aziende nazionali attraverso una precisa e mirata attività di “Intelligence Economico-Finanziaria”.

Difatti, quei fattori esogeni al mercato economico, ossia i pericoli insiti in un contesto di competizione economica globale, nel cui alveo sono attivamente coinvolte specifiche strutture statali straniere, che incidono negativamente e pesantemente sulle sorti delle nostre aziende, non possono essere più analizzati con i normali studi di natura economica o giuridica.

Con siffatto ampliamento dei fini istituzionali si realizzerebbe quel potenziamento, in termini di concretezza, richiesto dagli addetti ai lavori, che trasformerebbe un organismo di ricerca tradizionalmente inteso, ovvero un centro di produzione ricerche statistiche che sono giuste, ma poco lette e considerate, in un ente a supporto concreto sia dell’impresa che della politica, questa intesa quale decisore.

La necessità di protezione delle imprese, seppur reale e cogente, non è stata mai oggetto di studi approfonditi nel Nord-Est, soprattutto in ambito universitario, come al contrario avviene negli Atenei di Milano e Roma, ove sono stati attivati specifici master al riguardo. Né tantomeno è stata discussa e divulgata in modo specifico mediante convegni o mirate inchieste giornalistiche.

Per questo, duole constatarlo, non viene dato il giusto risalto a una reale esigenza specifica e improcrastinabile dell’imprenditoria veneta, seppur continuamente rappresentata all’esterno dai medesimi soggetti interessati, anche se in maniera disorganica ed estemporanea, senza sortire alcun effetto o determinare una presa di posizione da parte dei soggetti istituzionali competenti.

A conferma, si cita, per brevità di spazio, il primo segnale in tal senso lanciato pubblicamente da uno degli imprenditori per antonomasia nel Veneto, Mario Moretti Polegato (GEOX), il quale in occasione di un evento organizzato all’Università di Padova sull’innovazione nel 2016, declinò: “Dovremmo invece valorizzare il nostro capitalismo culturale e spiegare agli imprenditori come si difende la proprietà intellettuale. Dovrebbe diventare questo il Vangelo nelle scuole”.

Di recente, nell’ambito di un articolo a firma di Gianni Favaro, apparso il 24 agosto, sempre sul Corriere del Veneto anche due esperti del settore, di diversa estrazione culturale, hanno auspicato una maggiore protezione a favore delle imprese nazionali, operanti nei settori più strategici: Enrico Carraro, leader dell’omonimo gruppo aziendale, e il prof. Paolo Feltrin, sociologo.

Allo stato attuale manca una cultura della “sicurezza economico-finanziaria nazionale”, e quindi una visione organica e una progettualità complessiva del problema, da parte degli stessi addetti ai lavori e studiosi, che includa oltre l’innovazione e lo sviluppo delle imprese venete, anche la loro salvaguardia e protezione da penetrazione di interessi stranieri in settori strategici e d’eccellenza, dalla concorrenza sleale, dalle distorsioni produttive e del mercato dolosamente provocate, da azioni speculative in campo finanziario, causate da attività criminali. E il fatto che dette finalità strategiche non siano mai state accennate nel corso del dibattito sopra ricordato, ne è una prova.

Proprio per i motivi sopra esposti è auspicabile che l’Intelligence Economico-Finanziaria, intesa come disciplina che recepisca e tuteli le istanze reali delle realtà produttive, trovi il proprio spazio in un istituto di ricerca veneto, nuovo o già esistente.